Primo piano

 Scienziati in erba sul podio

Il ”Q. Ennio” schierato dalla Federazione delle Associazioni Scientifiche Italiane in due Concorsi Internazionali.

III D premiazione

33 i progetti finalisti alcuni provenienti da Messico, Brasile, Belgio e Spagna nel Concorso europeo “I Giovani e le Scienze 2015”, la più importante competizione per i giovani scienziati, passaggio obbligato per selezionare gli studenti che possono rappresentare l’Italia nelle più accreditate manifestazioni mondiali delle discipline scientifiche, organizzato in Italia dal FAST sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, inserito nel programma per la valorizzazione delle eccellenze del Miur.
La giuria, costituita da esponenti dei più importanti centri di ricerca italiani e stranieri, dopo aver esaminato ulteriormente tutti i lavori selezionati, ha ritenuto che a rappresentare degnamente l’Italia in due prestigiosi eventi internazionali fossero due progetti, entrambi del Liceo Scientifico “Q. Ennio” di Gallipoli, diretto dal dott. Antonio Errico e realizzati con la guida della professoressa Rossana Congedo. L’originale lavoro sperimentale ”Thorny Tile… Per una volta teneteci sulle spine! Quando la Green Chemistry diventa Blue Economy” della classe 3^ D Opzione Scienze Applicate, rappresentata dagli studenti Valentina Bove, Marianna Toma e Luca Stamerra, si è aggiudicato l’ambito premio INESPO-INTERNATIONAL ENVIRONMENT & SUSTAINABILITY PROJECT OLYMPIAD; i giovani scienziati hanno inoltre ottenuto il privilegio di essere gli unici rappresentanti italiani all’OLIMPIADE INTERNAZIONALE dell’AMBIENTE e della SOSTENIBILITÀ, che vedrà la partecipazione di oltre cinquanta nazioni, dal 31 maggio al 5 giugno, ad Amsterdam, in Olanda. Il progetto, nato per veicolare la strategia della ricerca, è partito da un’attenta lettura delle peculiarità del territorio al fine di ottimizzare le risorse e individuare una possibile valorizzazione chimica e biotecnologica dei prodotti di scarto della filiera alimentare. Ha avuto come protagonista il Paracentrotus lividus, uno dei ricci di mare più diffusi. Per verificare la possibilità di allevamento è stato seguito in vitro lo sviluppo embrionale e si è notato come esso venga seriamente compromesso dalla presenza di metalli pesanti nell’acqua; le prelibate gonadi (gli organi riproduttivi), ricche di preziosi principi nutritivi, si sono rivelate utili per il monitoraggio degli IPA, inquinanti con tossicità multiorgano. Lo studio dei processi di biomineralizzazione ha confermato un equilibrio tra resistenza meccanica, rigidità e costo energetico nei dermascheletri di tali organismi. Quindi gli studenti hanno lavorato con grande entusiasmo al fianco di alcuni ricercatori per individuare applicazioni nel campo dell’edilizia ecosostenibile, che conciliassero esigenze di sostenibilità e uso delle risorse biologiche con la  tutela della biodiversità e dell’ambiente. Dopo numerose prove di laboratorio, sono riusciti, con grande soddisfazione, a realizzare una particolare malta da riciclo per intonaco, che utilizza i dermascheletri di riccio per sostituire parzialmente il materiale calcareo a base di calce e metacaolino. Questa malta è risultata “bio”, in quanto ha soddisfatto tutti i requisiti dei protocolli italiani per i materiali da costruzione biologici. Alvaro MaggioIl progetto ”Metals Catchers”, realizzato da Alvaro Maggio, già selezionato dal CNR nazionale e dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma per l’evento “La Notte Europea dei Ricercatori”, è risultato il vincitore della 27a edizione del Concorso Europeo “I Giovani e le Scienze” e avrà l’onore di rappresentare l’Italia nel prestigioso concorso internazionale per giovani scienziati EUCYS-EUROPEAN UNION CONTEST FOR YOUNG SCIENTISTS, che vedrà la partecipazione di oltre 40 nazioni e che quest’anno sarà ospitato proprio in Italia, a Milano, in occasione dell’EXPO. Tale ricerca sperimentale propone di sfruttare i gruppi chimici carichi negativamente presenti nelle pectine delle bucce di alcuni  ortaggi e frutta per “sequestrare” i cationi dei metalli pesanti presenti in acque contaminate. Ciò è possibile grazie alla realizzazione di tubi filtranti e cialde, che si rivelano economici, in grado di essere utilizzati su larga scala e più efficaci dei metodi tradizionali, in quanto, abolendo i pretrattamenti chimici, evitano impatti ambientali aggiuntivi e possono essere riutilizzati molte volte. La fase conclusiva del concorso si è svolta in tre giornate, con un programma che ha coinvolto totalmente i giovani finalisti: allestimento stand, valutazioni della giuria, incontri con il pubblico, confronti con gli altri studenti, un seminario sull’idrogeno in lingua inglese, la visita guidata dei siti più interessanti di Milano, il voto allo stand più gradito, i momenti conviviali, la cerimonia di premiazione. Il tutto è stato animato dalla sana competizione tra gli sfidanti, unita alla curiosità di conoscere le scoperte o le innovazioni portate nel concorso da altre scuole, di confrontarsi con al tri giovani creativi, originali, fiduciosi nella scienza e nel futuro. Un’esperienza vissuta intensamente e di alto valore culturale, in un’epoca in cui ormai la scienza è la regina delle nostre realtà e attività, fondamentale nello sviluppo di nuovi farmaci, nell’invenzione di nuove tecnologie, indispensabile anche in ambito economico, nella formazione e nella scoperta del nostro spazio nell’universo, ma è importante che non si perda mai di vista il suo volto umano. Essa offre le soluzioni per migliorare la nostra vita ed è importante che organizzazioni come FAST promuovano l’avvicinamento dei giovani alla ricerca, per individuare e incoraggiare gli studenti migliori e più promettenti, in modo tale che possano alimentare lo spirito di collaborazione e innovazione scientifica a livello nazionale e planetario.

Bove Valentina e Toma Marianna III D scientifico

 

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